Affari e relazioni sociali erano gestiti dalle famiglie “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari”. Erano i padroni di Laureana di Borrello, cittadina di 5.000 anime alle porte di Rosarno nella Piana di Gioia Tauro. Tutto passava dalle mani della ‘ndrangheta: gli affari, il narcotraffico, la passione per il calcio, la gestione del Municipio, l’ultima parola sulle relazioni sentimentali. E tutto veniva deciso secondo i voleri delle cosche “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari” un tempo nemici giurati ed oggi in sintonia nel nome del denaro.
