Un benemerito della Patria Bernardo Provenzano, il padrino di Corleone. Perché l’ala stragista di Cosa nostra fu eliminata grazie alla «sbirritudine» di “Binu u tratturi” e di sua moglie Benedetta Palazzolo, “postina” delle soffiate del coniuge latitante destinate a polizia e carabinieri, «come se ci fosse qualcuno che con il dito indicava dove si nascondevano i latitanti». Così parla Antonino Giuffré, boss di Caccamo ed ex braccio destro di Provenzano, arrestato il 16 aprile 2002.
