Barrile e Ardizzone, legame «a doppio filo».

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Tra Emilia Barrile e Marco Ardizzone vi era un legame «a doppio filo», scrive nell’ordinanza il gip Tiziana Leanza. Un rapporto così intenso e stretto da intrattenere decine di conversazioni telefoniche al giorno. Il commercialista, infatti, da tempo si era trasferito a Subiaco, in provincia di Roma, ma riceveva informazioni in tempo reale sul «comitato d’affari» svelato dalla Dia e dalla Dda. I due, temendo di essere intercettati, avevano instaurato una forma di comunicazione punto-punto, che ricordava, secondo il capocentro della Dia di Catania Renato Panvino, «quella in uso ai narcotrafficanti».