Un duro atto di accusa contro l’editore Mario Ciancio Sanfilippo è stato pronunciato ieri davanti a tv e giornalisti dalla Dda catanese, con i carabinieri che hanno svolto le indagini. I magistrati hanno spiegato i particolari della confisca di beni per 150 milioni di euro che ha colpito uno degli imprenditori più importanti della Sicilia, ma anche un mea culpa sull’azione della magistratura alla fine degli anni Novanta, quando la mafia era all’apice, con responsabilità nel non aver agito a fondo per debellare il rapporto tra cosche e imprenditoria.
