«Non è che mi ha detto qualcosa! Loro mi hanno detto: “Quando sarà… vedi dov’è! Ah Peppe… tu lo sai… dov’è, vedi in base al danno…”». Il “quando” sarebbe stato il 7 settembre 2018, il “dove” la villa confiscata alla famiglia Gallico di Palmi, allora in attesa di sgombero definitivo e destinata ad ospitare il commissariato di Polizia. A parlarne sono Domenico Laurendi, ritenuto a capo della costola criminale insediata nel Pavese, e Giuseppe Speranza: a quest’ultimo, secondo gli inquirenti, «l’attività tecnica ha consentito di accertare con assoluta chiarezza che alcuni componenti della cosca Gallico, e precisamente Francesco Romeo e Domenico Restuccia, avevano chiesto aiuto per il reperimento di materiale esplosivo e la realizzazione di un potente ordigno da utilizzare per distruggere, quale atto dimostrativo di forza, la villa simbolo della famiglia mafiosa di Palmi che lo Stato aveva sottoposto a confisca, sottraendone la disponibilità alla ‘ndrangheta».
