Dal “pizzo” alla “tassa ambientale”: tutti dovevano pagare.

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L’attività di indagine avrebbe consentito, secondo quanto cristallizzato nell’ordinanza di custodia cautelare, di portare alla luce diversi episodi estorsivi di cui si sarebbero resi responsabili, a vario titolo, i componenti della cosca, anche al fine di infiltrarsi negli appalti pubblici e nell’economia locale.