L’operazione “Flower” che ha certificato le mani della mafia sulla movida e le pesantissime ingerenze nella gestione della security nei locali notturni cittadini, ci ha anche consegnato probabilmente un nuovo assetto tra i rapporti d’influenza e le gerarchie dei gruppi cittadini. Perché dagli atti investigativi e dalla dichiarazioni del pentito Giuseppe Selvaggio emerge con grande evidenza un dato: Giovanni De Luca, nipote di Nino De Luca – pericolosissimo killer quand’era giovane nel gruppo Sparacio, poi storico boss della zona centro, nonché autore nel 2000 di una clamorosa fuga dal Policlinico, dov’era ricoverato in regime di arresti ospedalieri -, è diventato un “capo” e sarebbe addirittura «sovraordinato», lo ha raccontato il pentito Selvaggio in un verbale, allo storico boss di Provinciale Giovanni Lo Duca. E ce ne vuole per sopravanzare Lo Duca.
