«Doppiogiochista, filosofo, politico e manipolatore: a mio zio ’u ddummisciu».

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Passava da un gruppo all’altro con estrema disinvoltura e, nel frattempo, sognava di costituire a Catania la terza famiglia di Cosa nostra. Mario Strano, un passato nel gruppo della famiglia Santapaola di Monte Po e successiva-mente responsabile di uno dei gruppi riconosciuti dal clan Cappello, voleva la propria autonomia. E prima della cattura del giugno scorso, anche a detta dei collaboratori di giustizia, a questo progetto non aveva mai smesso di lavorare, potendo contare, fra le altre cose, su un cervello fino, finissimo, che gli permetteva di stare un passo avanti a molta gente. Boss affermati compresi.