Da trentun anni papà Agostino aspettava questa udienza. Da trentun anni aspettava di vedere in faccia i mafiosi accusati dell’omicidio di suo figlio Nino, agente di polizia assassinato con la moglie Ida, a Villagrazia di Carini. “Trentun anni a chiedere giustizia, in solitudine”, sussurra l’uomo che un giorno di agosto del 1989 promise di non tagliarsi la barba fino a quando non avrebbe saputo la verità. “Anche in questo giorno così importante lo Stato non è al mio fianco, non si è costituito parte civile”, dice Vincenzo Agostino mentre cammina lentamente nella grande aula bunker dell’Ucciardone, la storica aula dove si celebrò il primo maxiprocesso alle cosche mafiose.
