La pentita: la mia vita era diventata un incubo.

Giuseppina Pesce

«Una vita da incubo». Parole usate da Giuseppina Pesce per descrivere i mesi precedenti e quelli successivi all’interruzione della collaborazione avviata nell’ottobre dello scorso anno. Soprattutto dopo l’arresto per evasione dai “domiciliari” avvenuto ad Aprilia, in provincia di Latina, il 10 giugno scorso. La pentita, figlia di Salvatore Pesce, detenuto e a capo, insieme con il fratello Antonino, dell’omonima potentissima cosca della ‘ndrangheta di Rosarno, nel riprendere all’inizio di agosto la collaborazione, ha raccontato il difficile periodo della sua esistenza, con continue vessazioni e pressioni subite dalla famiglia.