Modi violenti e minacce di pesanti rappresaglie. La forza intimidatrice del gruppo si è stretta come una morsa attorno alle vittime, costringendole a convivere con la paura. A Desio, popoloso centro della cintura monzese, come in Calabria, la ‘ndrangheta faceva la voce grossa, arrivando ad accaparrarsi persino un albergo, a suon di estorsioni e usura. Un’indagine della Dda di Milano ha fatto luce su una serie di episodi inquietanti, facendo scattare quattro arresti. Tra i soggetti finiti in manette c’è Alfonso Pio, figlio di Domenico, presunto boss della “locale” Iamonte-Moscato di Desio.
