Tra le attività della banda (certamente meno lucrosa rispetto al traffico di droga) spiccava il furto di ciclomotori, reato contestato a Francesco Arena, Paolo Mercurio, Francesco e Gaetano Russo. A tal proposito, il gip sottolinea che «giovani come l’Arena non possono ovviamente spacciare per l’intera giornata», quindi «hanno esigenze di diversificare» il raggio d’azione (così Arena: «Io ho questa vespa da sette anni, quindi ha camminato… con la vespa rubata… di solito con un libretto ne camminano 5 con questi numeri… i numeri sono perfetti… non so vedeva niente… con la carta vetrata compaiono subito, con un po’ di cipria lo sai come risaltano?… Da questo amico mio il sei lo facciamo diventare nove… mi alzavano la sella, la guardavano e la chiudevano…».
