Fibrillazioni di ‘ndrangheta a parte, tra lamentele e mugugni per l’iniqua spartizione dei proventi del racket e ipotesi di guerre intestine per gli ambiziosi progetti di espansione territoriale di ribelli e scissionisti, la ‘ndrangheta di Reggio-città, quindi il direttorio composto dai De Stefano-Tegano-Libri e Condello, condivideva un obiettivo preciso: imporre il “pizzo” a tappeto e spillare buste piene di euro sempre più robuste a commercianti ed esercenti. Un piano criminale da realizzare in sinergia, secondo le linee guide stabilità dalla pax mafiosa che ha messo fine alla seconda guerra di ‘ndrangheta, ma che l’indagine “Malefix” svela carico di crepe sempre più vistose.
