«Appare altamente probabile che gli alti ufficiali del Ros avessero informato della loro iniziativa anche il giudice Borsellino, che con Mori e De Donno aveva all’epoca un rapporto di assoluta ed esclusiva fiducia, tanto da chiedere di vederli, riservatamente, nei locali della caserma dei Carabinieri e non in quelli della Procura, per parlare del rapporto mafia-appalti nel luglio 1992, poco prima della sua uccisione». Paolo Borsellino sapeva del dialogo avviato dai carabinieri del Ros Mori e De Donno perché erano stati loro stessi a dirglielo. Smontano uno dei cardini del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia i giudici della corte d’appello che ieri hanno depositato le motivazioni della sentenza con cui nei mesi scorsi hanno assolto dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato l’ex ministro Dc Calogero Mannino.
