Doveva passare tutto da loro grazie ad accordi trasversali. Non solo lavori pubblici ma anche ristrutturazioni private. Secondo gli investigatori se l’impresa di Vito Lo Cicero si aggiudicava un lavoro, il Cartisano indicava una serie di ditte accessorie. Tra queste gli inquirenti segnalano: Pietro Morena, la M.c. s.a.s. di Domenico Marcianò&C., la “Decori e Colori di Chirico Vincenza Lucia Cinzia”, nonché Carmelo Natale Cartisano e la Edil Calabra di Maria Scaramuzzino (per la cava di estrazione, di fatto riconducibile al coniuge Fortunato Stellitano e al socio Giovanni Mangiola, indagati per intestazione fittizia).
