Da vent’anni avevano messo radici in Veneto, e ormai agivano da padroni pressoché incontrastati interagendo con il ricco sistema economico-produttivo attraverso i “soliti” strumenti: usura, estorsioni, violenze e intimidazioni varie, traffico di droga, rapine, furti, riciclaggio di denaro e oggetti rubati. Le ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro avevano esportato modelli e strutture nella provincia di Verona, ai confini con Lombardia ed Emilia-Romagna: tutto certificato dai Carabinieri del Ros che, coordinati dalla Dda di Venezia, hanno fatto scattare ieri mattina la maxi-operazione antimafia “Taurus”. Ventisei le persone finite in carcere tra Veneto e Calabria, 7 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 38 gli indagati a piede libero, sequestrati beni per 3 milioni di euro.
