Lo hanno bloccato all’uscita di un bar dove aveva appena preso un caffè. All’inizio ha provato a negare. Ha anche mostrato un documento di riconoscimento, ma falso. Alla fine, però, messo di fronte all’evidenza ha finito per ammettere: «Sì, sono Strangio». È finita così a Castelnuovo Scrivia, nell’Alessandrino, a oltre 1.200 chilometri di distanza dal suo paese, San Luca, la latitanza di Sebastiano Strangio.
