Un processo che è appena finito mette sotto ipoteca un altro che è appena cominciato. La sentenza è per covi mai perquisiti e per latitanti mai presi, assolve due alti ufficiali dell’Arma e sgretola un pilastro dell’impalcatura accusatoria della trattativa fra Stato e mafia. Senza ì tanti giri di parole, è questo che dice il verdetto di Palermo. A qualcuno piacerà e a qualcun altro non piacerà, ma il giudizio sulla «mancata cattura» di Bernardo Provenzano fa da apri pista a quell’altro dibattimento, annuncia un orientamento della magistratura giudicante su certe vicende che hanno segnato gli anni del terrore mafioso.
