Dal clan di Giostra al 41bis. Nel 2013 la svolta “tradita”.

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«Ha dato prova sia di patente pericolosità sociale, che di totale refrattarietà rispetto all’impegno formale di rispetto della legalità assunto con la giustizia mediante l’adesione al percorso collaborativo». Così il giudice per le indagine preliminari Tiziana Leanza descrive, nell’ordinanza di custodia cautelare, il “tradimento” di Gaetano Barbera. Un tradimento nei confronti di un percorso, quello da collaboratore di giustizia, iniziato nel 2013, dopo una lunga serie di processi, di condanne, di operazioni di polizia con cui aveva allungato la sua fedina penale (da “Arcipelago” a “Ricarica, da “Mattanza” a “Micio”, fino a “Case basse”).