Dal ristorante al chiosco: i summit dei clan.

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La mafia cambia pelle, veste nuovi abiti, brama più sofisticati affari. Ma da sempre, in ogni sua manifestazione, assegna ai simboli un valore preminente, soprattutto per rendere iconica ed immediatamente riconoscibile la rappresentazione del potere. E così i luoghi, di questa mafia così di quella del passato, assumono una rilevanza strategica, diventano sacrari evocativi persino nell’offrire rimandi al passato. Il ristorante “La Quercia” a Brolo, il negozio del barbiere Ivan Conti Tiguali a Tortorici, il chiosco di Sebastiano Bontempo in contrada Bozzarita-Filippello, sempre a Tortorici: tutto ciò che ruota attorno a questi luoghi, scrive il gip Salvatore Mastroeni, «non va e non può essere in alcun modo inteso come un incontrarsi convivialmente, quattro amici a godere del cibo e dell’amicizia stessa». No, questi sono luoghi della mafia. Simboli.