Tra gli atti falsi prodotti dai clan per attingere al grande “tesoretto” dei fondi comunitari ce n’è uno che riguarda un terreno “sottratto” all’Università di Messina. L’azienda agricola protagonista è “La Contessa” di Salvatore Armeli Moccia, che gli inquirenti ritengono essere prestanome di Aurelio Salvatore Faranda, il boss dei Bontempo Scavo, e del fratello Giuseppe Massimo.
