Si trova rinchiuso in una cella del penitenziario di Gazzi, in isolamento, Giovanni De Luca, ritenuto elemento di spicco della nuova criminalità organizzata messinese. Un boss, per la polizia e la Procura peloritana, che gli dava la caccia da tempo, prima di acciuffarlo nel tugurio di Santo-Bordonaro. Sul suo capo pende una recente condanna a 12 anni e 2 mesi di reclusione, nell’ambito del procedimento penale scaturito dall’inchiesta “Flower”. Il 5 novembre dell’anno scorso, quando scattò il blitz sfociato in una serie di arresti di soggetti accusati di gestire la cosiddetta industria del divertimento, ossia discoteche, lidi e altri luoghi della movida mediante estorsioni e violenze di vario tipo, gli agenti non riuscirono a catturare il trentaduenne.
