Il poliziotto infiltrato; “Per mestiere devo vivere una vita che non è la mia”

«Certo che ogni tanto ho paura anch’io», sorride. Al telefono ha una voce rassicurante. «Lo diceva Paolo Borsellino ai giovani: è normale avere paura, ma poi c’è il coraggio». Maurizio è uno degli agenti sotto copertura che è stato protagonista dell’ultima inchiesta della squadra mobile nella periferia ghetto dello Sperone. Fa parte del Servizio centrale operativo della polizia. «Dico di fare attenzione alla droga, non può diventare la risposta ai loro problemi. L’età dei consumatori delle nuove sostanze stupefacenti, soprattutto quelle sintetiche, si sta abbassando sempre di più. I consumatori del crack sembrano degli zombi che camminano, così come i tossicodipendenti che si riempivano di eroina negli anni Ottanta».