Il pizzo non era una busta lasciata in fretta. Era un calendario fitto. Scadenze che tornavano con le feste, visite “di cortesia” quando un cantiere partiva o quando un condominio doveva montare i ponteggi. È il quadro che emerge dalle carte dell’indagine “Grande Inverno”, che ha ricostruito un sistema estorsivo capillare nei quartieri Noce e Porta Nuova, tra ditte e attività commerciali. L’operazione dei carabinieri, scattata l’11 febbraio dello scorso anno, ha portato complessivamente a 180 arresti. Oggi, dentro quel procedimento enorme, uno dei tronconi del processo sulle estorsioni nel mandamento Noce accelera. Davanti al gup Claudio Emanuele Bencivinni 16 imputati hanno scelto il rito abbreviato. All’udienza si sono registrate anche due costituzioni di parte civile che raccontano un segnale preciso.
