Ora chi comanda la famiglia catanese di Cosa Nostra? Questa è la domanda dei “bookmakers” della mafia nel day-after della morte del padrino più potente della Sicilia orientale, Nitto Santapaola. Un uomo che ha deciso di diventare un morto vivente al 41bis. Non ha mai ammesso un solo fatto, anzi in un documento di 46 pagine letto durante il processo di rinvio per le stragi del 1992 (che è possibile riascoltare su Radio Radicale) afferma che «i collaboratori e i giornalisti» per accrescere la loro notorietà «fanno il nome di Nitto Santapaola». I cronisti hanno raccontato fatti certificati da atti giudiziari e verità processuali, i collaboratori di giustizia hanno dato input a indagini per trovare i riscontri. E, infatti, il boss catanese è stato anche assolto. E non poche volte.
