«Iacolino la campagna elettorale l’ha avuta finanziata… lui e Tamajo pure, quindi intanto lo deve fare… poi se questo favore ce lo fa… poi si vede…». È una delle intercettazioni agli atti dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha portato all’arresto del mafioso di Favara, Carmelo Vetro e del dirigente regionale Giancarlo Teresi, finiti in carcere con l’accusa di corruzione. Nella stessa conversazione, parlando con l’imprenditore di Barcellona, Giovanni Aveni, Vetro aveva insistito: «Però a me interessa che lui deve fare quello che noi gli chiediamo, punto…». Il nome di Edy Tamajo, l’assessore regionale alle Attività produttive ed esponente di Forza Italia, compare mentre Vetro parla di finanziamenti elettorali, sostenendo che anche lui, alle Europee del 2024 concluse con oltre 120 mila preferenze, sarebbe stato sostenuto economicamente. Un passaggio che, secondo gli inquirenti, viene usato per rivendicare una sorta di «dovere» nella restituzione dei favori.
