L’arsenale del clan Molè e lo scontro strisciante con la cosca Piromalli

Dichiarazioni di pentiti, intercettazioni, un quadro criminale che si regge su equilibri instabili da quasi 20 anni. La montagna di armi scoperta a Gioia Tauro nel gennaio 2025, e quelle scoperte nelle chat Sky Ecc, si intreccia con lo scontro strisciante tra le due potenti famiglie di ‘ndrangheta di Gioia Tauro e dimostrerebbe il collegamento di quell’arsenale alla cosca Molè. Ne sono convinti i magistrati della Dda di Reggio Calabria che hanno chiesto e ottenuto dal gip distrettuale, il 29 marzo scorso, l’arresto di Salvatore Infantino, Vincenzo Condello e Vincenzo Saverino: i primi due finiti in carcere, il terzo ai domiciliari. Infantino, in particolare, è considerato un uomo molto vicino ad Antonio Molè cl. ’90 detto “Nino U Jancu” e, quindi, custode di quelle armi per contro del clan della città del porto.