Intestazione fittizia, i Pellegrino negano di aver agevolato mafia

Hanno risposto alle domande della gip Tiziana Leanza chiarendo le ragioni del loro operato e respingendo fermamente l’accusa di aver agito avvalendosi delle condizioni dell’art. 416 bis. Hanno voluto dare la loro versione dei fatti i fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, diretta da Antonio D’Amato e della Sezione operativa della Dia di Messina. Trasferimento fraudolento di valori il reato contestato. La Procura contesta anche l’aggravante mafiosa. Ieri mattina sono stati sentiti dalla gip Tiziana Leanza che ha disposto la misura cautelare per entrambi. I fratelli Pellegrino, sentiti uno dopo l’altro, hanno respinto con decisione la contestazione di essersi avvalsi delle modalità mafiose come afferma l’avvocato Alessandro Billè che li difende.