Si è svolto davanti al gip di Palermo l’incidente probatorio durante il quale i periti nominati dal giudice hanno illustrato gli esiti degli accertamenti sull’impronta trovata nella 127 usata dai killer che, il 6 gennaio del 1980, assassinarono l’ex presidente della Regione Piersanti Mattarella. I tecnici hanno spiegato che la perizia, disposta alla luce delle nuove tecnologie e depositata nei giorni scorsi, non ha prodotto risultati perché il «residuo» analizzato non è utilizzabile per risalire al Dna degli assassini. L’impronta venne ritrovata 46 anni fa su uno sportello dell’auto usata dal commando per fuggire dopo l’agguato al fratello dell’attuale capo dello Stato, ucciso mentre stava andando alla messa dell’Epifania con i suoi familiari.
