Dall’Aspromonte al Sud America, passando per il resto d’Italia e usando telefoni criptati anche all’interno delle patrie galere. La ’ndrangheta – in questo caso il ramo dei “paiechi” della cosca Alvaro – non conosce ostacoli e si conferma una holding internazionale del crimine già proiettata nel futuro. Ieri, una vasta operazione contro i presunti componenti di un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa, è stata condotta dai carabinieri che hanno eseguito 35 misure cautelari nella provincia di Reggio Calabria ma anche a Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L’Aquila, emesse dal Gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, 47 capi d’accusa oltre all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa per aver agito per agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli, la detenzione di armi, il tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati.
