«A Palermo hanno capito tutto e adesso ci fottono…».

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«L’8 luglio del 1992, quando incontrai l’on. Calogero Mannino nel suo studio privato di via Borgognona, trovai un uomo agitato, molto spaventato. Pensava di essere nella lista nera di Cosa nostra. “Non vado più in Sicilia, mi disse, an-che perché temo che Cosa nostra venga informata da qualche infiltrato della mia presenza sull’aereo”. Mi diede la sensazione di un uomo braccato, seguito in ogni suo movimento». Così ricorda Antonio Padellaro, il direttore del “Fatto Quotidiano”, ascoltato come teste ai processo sulla trattativa Stato-mafia che si sta svolgendo davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Palermo.