Azzerato il clan dei “Cappello-Carateddi” dove il “sesso debole” era il punto di forza.

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La parità di genere, che ancora oggi le donne rivendicano con piena ragione in tutti i settori, nella famiglia mafiosa “Cappello-Carateddi” era già realtà. Nell’organigramma del clan, infatti, il “sesso debole” in certi casi era il punto di forza e di riferimento per tutti, e non soltanto quando i mariti o i capi storici erano in carcere. A loro, per esempio, spettava tenere la contabilità dello spaccio di droga e a loro toccava il delicatissimo compito di recuperare i crediti. Talvolta per farlo utilizzavano metodi violenti, come quando sottrassero lo scooter a una persona che era indietro con i pagamenti. Emerge anche quest’aspetto nell’operazione antimafia “Camaleonte” con cui la Squadra Mobile e il Servizio centrale operativo, coordinati dalla Procura distrettuale, hanno inferto un duro colpo al clan mafioso “Cappello-Bonaccorsi”.