Da un lato il traffico illecito di rifiuti messo in piedi dalla cosca Ferrazzo di Mesoraca, capace di allungare i tentacoli sullo smaltimento del cippato nelle centrali a biomasse del Crotonese, ma anche di Basilicata e Puglia. Dall’altro l’operatività della ‘ndrina e i suoi legami con gli altri clan della provincia di Crotone. Sono le uniche accuse che ieri hanno retto davanti al Tribunale di Crotone al termine del processo di primo grado nato dall’inchiesta “Black Wood” della Dda di Catanzaro, venuta alla luce il 3 ottobre 2022 con 31 arresti eseguiti dai carabinieri. Il collegio presieduto da Edoardo D’Ambrosio (a latere i giudici Vincenzo Corvino e Giulia Crisci) ha comminato 8 condanne, assolto 53 imputati e prosciolto 7 persone per prescrizione dei reati. La pena più elevata – 18 anni e 6 mesi di carcere – è stata inflitta al boss di Mesoraca, Mario Donato Ferrazzo, detto “Topolino”.
