«A Tortorici sarebbero da intercettare gli alberi e l’aria stessa». Con queste poche e semplici parole il gip Salvatore Mastroeni sintetizza alla perfezione qual è il contesto in cui si muove e agisce la mafia dei Nebrodi. Un territorio in mano a due gruppi criminali, i Batanesi e i Bontempo Scavo, «distinti ma con grandi recenti sintonie», protagonisti di una convivenza non di rado forzata, rappresentando due facce della stessa medaglia, l’organizzazione mafiosa tortoriciana.
