Un ragazzino di dodici ani non può occuparsi del traffico di droga per conto della madre, che lo gestisce a sua volta per conto del capofamiglia in galera. Ha diritto a vivere onestamente. Eppure tra le pieghe molta amare dell’indagine “Cesare” c’è anche questo come triste copione già sperimentato in tante altre occasioni, tra i vicoli di Napoli o una viuzza di Palermo. Nonni e nipoti, genitori e figli, tutti votati al traffico di stupefacenti.
