Chi è Gioacchino Amico, il nuovo pentito siciliano che sta facendo tremare la criminalità milanese: «Parlo perché vogliono uccidermi»

Nuovo e inatteso scossone giudiziario nelle indagini sulla criminalità organizzata nate dalla maxi-operazione “Hydra”, la superalleanza tra mafia, ndrangheta e camorra per mettere le mani sugli affari in Lombardia. Gioacchino Amico, 39 anni, siciliano di Canicattì (Agrigento) residente a Terrasini (Palermo), ha deciso di collaborare con la Giustizia, diventando a tutti gli effetti un nuovo “pentito” di rilievo. La svolta matura la sera del 26 gennaio 2026, alle 20.39, quando un e-mail inviata dall’indirizzo personale dell’indagato all’autorità giudiziaria manifesta in modo univoco la volontà di collaborare. Il 3 febbraio seguente si tiene l’interrogatorio decisivo, interamente videoregistrato e audio-documentato davanti ai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane.