Non c’è una visione condivisa tra la Procura generale di Reggio Calabria e la Procura antimafia in merito al processo “Tre croci”. Nella requisitoria davanti alla Corte d’appello, infatti, il pg ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, andando contro la posizione della Dda che aveva impugnato il pronunciamento del gup distrettuale che ha condannato tutti i 22 imputati, ma a pene molto al di sotto delle richieste formulate dall’accusa. Nel corso dell’udienza, infatti, la procura generale ha chiesto ai giudici di piazza Castello il rigetto dell’appello del pubblico ministero e di conseguenza anche della contestazione sulla transnazionalità dell’associazione dedita al narcotraffico (su cui si fondava l’appello del pm) perché, secondo la Procura generale, sarebbero difficili da dimostrare gli accordi tra i soggetti coinvolti e le modalità attraverso i quali sarebbero stati concordati.
