L’altra sera c’era l’ennesima cena di vip nel ristorante di Mario Di Ferro. I poliziotti hanno atteso che la festa finisse, all’una di notte, per arrestare lo chef più corteggiato della città. È pesante l’accusa che gli viene mossa dalla procura diretta da Maurizio de Lucia: aver spacciato cocaina ai suoi clienti più illustri, uno andava addirittura a ritirare le dosi con l’auto blu, l’autista e il lampeggiante. Era l’ex presidente dell’assemblea regionale siciliana ed ex senatore di Forza Italia Gianfranco Micciché. Ma questa non è la solita storia di spacciatori e consumatori di droga nella città bene. Perché il ristorante di Mario Di Ferro, ospitato nella settecentesca Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, è ormai diventato il punto di incontro della Palermo dei nuovi e dei vecchi potenti. Persino della mafia e dell’antimafia.
