«Coinvolto in otto omicidi».

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Tredici omicidi di mafia raccontati da uno che ha lavorato per Cosa nostra barcellonese, s’è sporcato le mani di proiettili e sangue, ha nascosto cadaveri, scavato fosse dell’ultima volta. E una lunga scia di “omissis” che fanno presagire molti altri racconti, ancora coperti dal velo del segreto e delle indagini. Il nuovo pentito barcellonese Aurelio Micale ha soltanto quarant’anni.