Prima le condanne nel processo scaturito dall’inchiesta “Capitastrum” che fece luce sull’accaparramento indiscriminato di terreni agricoli da parte della cosca Bagnato; adesso la confisca di beni di oltre un milione di euro. Il patrimonio del clan di Roccabernarda è finito nelle mani dello Stato. Su disposizione della Corte d’Appello, che ha reso irrevocabile la pronuncia della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Petilia Policastro hanno apposto sigilli su 14 terreni agricoli per circa 9 ettari, un’abitazione con annesso magazzino, un trattore agricolo, attrezzature, due rimesse, un capannone e diversi capi di bestiame. Contestualmente, i giudici hanno anche ordinato la restituzione di ben 90 terreni agricoli ai legittimi proprietari dopo che è stata accertata l’illegittima sottrazione degli stessi per mano del gruppo criminale.
