Così il clan controllava la provincia.

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Il clan mafioso Laudani di Catania si era diviso il “controllo” della città e della provincia in 13 gruppi territoriali che permettevano al “patriarca” Sebastiano di allungare i tentacoli di Cosa Nostra in molti centri dell’hinterland etneo. Ma più che a quella di un clan, l’organizzazione del gruppo somiglia a quella di una società finanziaria. È quanto sono riusciti a ricostruire gli investigatori nell’ambito dell’operazione “i Vicerè”, por-tata a termine dai Carabinieri del Comando provinciale di Catania.