Dai fiori al caffè: gli affari da padre in figlio, le carte della confisca al clan Cappello

Non a caso Salvuccio Lombardo è conosciuto come “u ciuraru”: l’attività di famiglia è infatti la vendita di fiori in un chiosco davanti al cimitero. Ma gli affari si sono allargati anche alla torrefazione e vendita del caffè. Le imprese sono state confiscate dal Tribunale di Misure di Prevenzione con una sentenza che risale a due mesi fa. E di fatto ha confermato il sequestro che era stato eseguito nel 2022 dalla polizia anticrimine al termine di un’accurata indagine patrimoniale. Ma chi è Salvuccio Lombardo? Un boss storico dei Cappello. Cugino del capomafia Turi, da decenni al 41 bis, che per un periodo è stato il capo del clan. E precisamente appena fu scarcerato così come è emerso nell’operazione Penelope scattata nel 2017 prese il posso di Massimo Salvo “u carruzzeri” nell’organigramma mafioso. Uno schizzo di un pentito, Carmelo Di Mauro, lo localizzava proprio sulla punta di una piramide: «È il capo supremo della famiglia», disse ai pm.