Fu «u calabrisi» a uccidere l’urologo barcellonese Attilio Manca, il boss palermitano Nino Rotolo mentre chiacchieravano in carcere lo chiamava pure «u bruttu». «U calabrisi» era «un ufficiale dei Servizi», uno che «era bravo a far apparire come suicidi quelli che erano a tutti gli effetti degli omicidi». Perché? Il dott. Manca aveva curato in gran se¬greto Bernardo Provenzano con la “mediazione” dell’avvocato barcellonese Saro Cattafi. Sono letteralmente sconvolgenti le poche pagine di un verbale finora inedito del pentito Carmelo D’Amico, l’ex capo mili¬tare di Cosa nostra barcellonese,
