La condanna per corruzione aggravata dalla modalità mafiosa l’ha sconvolto. Quattro anni di reclusione, con l’infamante accusa di essere stato nel libro paga della ‘ndrangheta assicurandosi la compagnia di escort e soggiorni in alberghi di lusso, sono risultati un fardello insopportabile. Così, a ventiquattr’ore dalla sentenza, il giudice Giancarlo Giusti ha tentato il suicidio.
