L’imprenditore è ritenuto «contiguo» alla criminalità organizzata di Reggio, e la “Squadra Stato” dispone la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti delle sue imprese considerate «a rischio d’infiltrazione mafiosa». La Guardia di Finanza ha dato esecuzione all’applicazione della misura di prevenzione nei confronti di sei aziende con sede operativa e raggio d’affari in Calabria e nel Lazio, facenti capo all’imprenditore Giovanni Siclari, reggino di 67 anni, ritenuto dai magistrati del pool antimafia, che hanno coordinato le indagini, «in stretti rapporti di contiguità con la locale criminalità organizzata». Il provvedimento è la conseguenza di uno specifico filone di indagine condotto dal nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che si è basato soprattutto sulle conclusioni emerse dalla voluminosa attività investigativa scaturita nella maxi operazione “Atto IV”.
