Quando hanno cominciato a urlare “infame, infame”, a gettarsi per terra come indemoniati, a tirare le panche del corridoio del palazzo di giustizia, Natale Giunta era già sparito. Nel suo solito vestito nero, stretto tra i due carabinieri della scorta, mentre nell’aula della terza sezione del tribunale, nel settore riservato al pubblico, i familiari dei due imputati presenti, accusati di aver chiesto il pizzo al famoso chef, già mormoravano i loro improperi:
