Guadagnavano solo i Piromalli.

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Appalti pilotati, aziende colluse con la ‘ndrangheta, dirigenti e funzionari comunali che hanno contribuito al saccheggio delle risorse pubbliche. È lo schema emerso già in altre due inchieste della Dda di Reggio denominate “Cumbertazione” e “Martingala”, un cerchio del malaffare chiuso ieri dalla Finanza con “Waterfront”. Le Fiamme Gialle avrebbero accertato come il clan Piromalli, un cartello di aziende colluse e dipendenti pubblici compiacenti abbiano permesso di trasformare una grande progettazione, quella chiamata “Città del porto”, che avrebbe potuto cambiare il volto di Gioia Tauro e Rosarno, in un incubo di opere mai realizzate o fatte male, soldi pubblici sperperati e un deserto di cantieri mai aperti.