“Hanno spinto Maria al suicidio”. In manette la famiglia della pentita.

Maria Concetta Cacciola,pentita,suicidio

Botte e pressioni psicologiche continue. Minacce e psicofarmaci. Con sullo sfondo il terrore per il futuro dei sui tre bambini. Tutto per farla ritrattare. Per farle dire che i magistrati della Dda di Reggio Calabria aveva approfittato della sua fragilità inducendola a mentire. Fino ad agosto scorso, quando si è uccisa ingerendo acido muriatico. La storia drammatica di Maria Concetta Cacciola, la testimone di giustizia suicidatasi a Rosarno è stata ricostruita dalla Procura di Palmi.