Comunicavano con “pizzini”, lasciavano il cellulare a casa (spesso, ma non sempre), cambiavano puntualmente, e più volte, le autovetture utilizzate per gli spostamenti usando l’ intramontabile tecnica dello “scappotto”, girovagavano per ore, spaziando fino alla Locride prima di raggiungere il rifugio del boss in fuga dalla giustizia per quasi 20 anni, la primula rossa della ’ndrangheta di Taurianova, Ernesto Fazzalari (classe 1969).
