Sembrano voci che arrivano dal passato. Incubi che tornano. Le microspie della Guardia di finanza continuano a registrare nomi che appartengono ai giorni bui di Palermo: questa volta sono i Fascella. Non più i fratelli Pietro e Francesco, esponenti del clan di Santa Maria di Gesù di cui già si erano occupati i giudici Falcone e Borsellino nei primi anni Ottanta (Pietro assolto al maxiprocesso, l’altro condannato), ma i fratelli Giuseppe e Salvatore, i figli di Pietro. Sono loro i protagonisti di un patto criminale con la famiglia calabrese dei Barbaro, legata da vincoli di parentela con esponenti di spicco della ‘ndrina di San Luca. Ogni mese, a Palermo, arrivavano dieci chili di cocaina. Un giro d’affari di dieci milioni all’anno, che andava avanti da tempo. Sono 21 le persone arrestate dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, diretto dal colonnello Gianluca Angelini.
